07 copyright

07-1L’attuale legislazione sul copyright è sbilanciata, e non in sintonia con i tempi. Ha trasformato una intera generazione di giovani in criminali agli occhi della legge, nel futile tentativo di fermare lo sviluppo tecnologico. 
Vogliamo una società dove la cultura fiorisca e dove artisti e creativi abbiano la possibilità di guadagnarsi da vivere come operatori culturali.
Proponiamo un programma chiaro e positivo per porre fine alla criminalizzazione delle giovani generazioni e fornire le basi per sviluppare un settore culturale diversificato e sostenibile nell’era di Internet
Non vogliamo abolire il diritto d’autore; vogliamo riformarlo. Vogliamo mantenere il copyright per scopi commerciali, ma vogliamo rendere tutti gli usi e le copie non-commerciali gratuiti.
Questa riforma è urgente, visto che i tentativi giornalieri di imporre il divieto sulla condivisione non-commerciale della cultura tra privati cittadini minacciano i diritti fondamentali, quali il diritto alla comunicazione privata, libertà di informazione ed anche il diritto al giusto processo.
Non siamo disposti a rinunciare ai nostri diritti fondamentali, per far rispettare l’attuale diritti d’autore. Il diritto alla privacy è più importante del diritto di grandi compagnie dei media di continuare a fare soldi allo stesso modo con cui l’hanno fatto fin’ora, perché quest’ultimo diritto non esiste neppure.

 

Indirizzi

  • Sosteniamo la libertà di comunicazione ed il diritto di partecipazione alla vita culturale nell’ambito della riforma delle leggi sul diritto d’autore e dell’accesso alla conoscenza. 
  • Sosteniamo iniziative volte ad armonizzare e rendere obbligatorie le esistenti eccezioni facoltative al diritto d’autore al fine di facilitare il (ri)utilizzo di opere da parte dei singoli.  
  • Sosteniamo le riforme volte a rendere obbligatorie le eccezioni del diritto d’autore per le  istituzioni pubbliche e gli enti no-profit quali le istituzioni culturali, storiche ed educative.  
  • Sosteniamo le iniziative volte a garantire che le opere finanziate attraverso fondi pubblici siano rese di pubblico dominio.
  • Non sosterremo una legislazione che espanda la portata o la durata del diritto di autore o diritti simili.

Proposta di riforma

Diritti morali Invariati:

Noi proponiamo di lasciare invariato il diritto morale dell’autore di essere riconosciuto come autore dell’opera.

Condivisione Non-Commerciale Libera:

fino a vent’anni fa, il copyright non era di gran interesse per la gente comune. Le regole sull’esclusività della produzione di copie erano rivolte agli attori commerciali, che avevano i mezzi per, ad esempio, stampare libri o documenti. I privati cittadini che volevano copiare una poesia e inviarla ad un loro caro, o copiare la registrazione di una cassetta per darla ad un amico, non dovevano preoccuparsi di violare il diritto d’autore. In pratica, tutto quello per cui eri in possesso dei mezzi tecnici per realizzarlo come una normale persona, potevi farlo senza il rischio di alcuna pena. Oggi, il diritto d’autore si è evoluto ad un livello che impone gravi restrizioni su ciò che i cittadini comuni possono fare nella loro vita di ogni giorno. Nel momento in cui il progresso tecnologico ha reso più facile per la gente comune godere e condividere la cultura, la legislazione sul copyright si è mossa nella direzione opposta. Vogliamo restituire il copyright alle sue origini e rendere assolutamente chiaro che esso regola solo la copia per fini commerciali. Condividere copie, o comunque diffondere o fare uso del lavoro tutelato di qualcun altro, non dovrebbe mai essere vietato se è fatto da privati senza fini di lucro. Il Peer-to-peer file sharing è un esempio di attività come queste che dovrebbero essere legali.

20 anni di monopolio commerciale:

Gran parte dell’industria dell’intrattenimento di oggi è costruita sull’esclusività commerciale delle opere protette da copyright. Questo, lo vogliamo preservare. Ma i tempi di protezione di oggi – 70 anni dalla morte del titolare – sono assurdi. Nessun investitore potrebbe anche solo guardare un pacchetto commerciale dove il tempo di rifusione è così lungo. Vogliamo accorciare il tempo di protezione a qualcosa che sia ragionevole sia dal punto di vista della società che da quello dell’investitore, e proponiamo 20 anni dalla pubblicazione.

Registrazione dopo 5 anni:

oggi, le opere che sono ancora protette da copyright, ma per le quali è impossibile o difficile individuare il titolare dei diritti, sono un grosso problema. La maggior parte di queste opere hanno poco o nessun valore commerciale, ma dal momento che sono ancora coperte dal diritto d’autore, non possono essere riutilizzate o distribuite perché non c’è nessuno a cui chiedere il permesso. La protezione del copyright deve essere concessa automaticamente come lo è oggi per le opere di recente pubblicazione, ma i proprietari dei diritti che vogliono continuare ad esercitare la loro esclusività commerciale di un opera oltre i primi 5 anni dalla pubblicazione, dovrebbero essere tenuti a registrare tale diritto, in modo tale che possa essere trovato da un’accurata ricerca di database di diritti pubblici. Questo risolverà il problema delle opere orfane.

Campionamento libero:

Oggi legislazioni e pratiche sul copyright sempre più restrittive sono un grosso ostacolo per i musicisti, registi e altri artisti che vogliono creare nuove opere grazie al riutilizzo di parti di opere esistenti. Vogliamo cambiare questo attraverso l’introduzione di chiare eccezioni e limitazioni per consentire remix e parodie, nonché diritti di citazione per materiale sonoro e audiovisivo sul modello dei diritti di citazione che già esistono per i testi.

Il divieto di DRM:

DRM è l’acronimo di “Digital Rights Management”, o “Digital Restrictions Management”. Il termine è usato per indicare un certo numero di diferenti tecnologie che sono tutte volte a limitare la capacità di consumatori e cittadini all’uso e alla copia di contenuti, anche quando essi hanno il diritto legale a farlo.

Deve essere sempre legale aggirare le restrizioni del DRM e dovremmo considerare l’introduzione di un divieto nella legislazione sui diritti dei consumatori all’uso di tecnologie DRM che limitano gli usi legali di un’opera.

Non vi è alcun senso nell’introdurre nei nostri parlamenti una legislazione sul copyright equilibrata e ragionevole, se allo stesso tempo permettiamo alle grandi imprese multinazionali di scrivere le proprie leggi ed imporne il rispetto con mezzi tecnici.

 

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2 pensieri su “07 copyright

  1. Pingback: #DigiTsipras Diritti Digitali in Europa | Partito Pirata Italiano Ferrara

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